Promuoviamo il ricondizionamento delle macchine da caffè INCAPTO

di Bea Mesas Lopezil 16 lug 2026Aggiornato il il 27 lug 2026

Un nuovo progetto per promuovere il ricondizionamento delle macchine da caffè INCAPTO

inèdit svilupperà una metodologia di riparazione e ricondizionamento, nonché un indice di riparabilità, per promuovere il riutilizzo delle macchine da caffè e migliorarne la progettazione futura. L’obiettivo è prolungare la vita utile delle macchine di tre o quattro anni, ridurre del 20% l’impronta di carbonio di ciascun apparecchio ed evitare la produzione di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE).

Reacondicionado de una cafetera

Il settore delle macchine da caffè genera rifiuti che contengono materiali preziosi, tra cui materie prime critiche, e sostanze pericolose che possono contaminare l’ambiente se non vengono gestite correttamente: i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE). Un modo per limitarne l’aumento consiste nella riparazione e nel ricondizionamento delle apparecchiature elettriche ed elettroniche. Tuttavia, la loro applicazione nel segmento domestico è ancora poco diffusa e sono pochi i produttori che offrono un servizio completo per ricondizionare gli apparecchi e reimmetterli sul mercato con garanzie di qualità. Per questo motivo, INCAPTO ha avviato il progetto ReCAf, con il supporto di inèdit, con l’obiettivo di sviluppare una linea di ricondizionamento delle proprie macchine da caffè superautomatiche da commercializzare nel canale B2C.

Dal punto di vista normativo, la Direttiva 2012/19/UE promuove la prevenzione dei RAEE rispetto al riciclo. Tuttavia, esiste ancora una lacuna nella catena del valore per quanto riguarda la raccolta delle macchine usate, il loro ricondizionamento tecnico e la loro reimmissione sul mercato con le dovute garanzie. È in questo contesto che nasce l’opportunità di sviluppare modelli di business che diano priorità alla riparazione, al riutilizzo e al risparmio di materie prime.

Per rendere possibile tutto questo, il progetto prevede di:

  • creare una metodologia di riparazione e ricondizionamento per le macchine da caffè che garantisca un’elevata percentuale di riutilizzo;
  • sviluppare un indice di riparabilità adeguato ai requisiti tecnici e normativi, che contribuisca a migliorare la progettazione futura delle macchine;
  • ottimizzare la progettazione e la logistica per ridurre al minimo il consumo di nuove risorse e la produzione di rifiuti;
  • introdurre sistemi per monitorare da remoto le macchine ricondizionate e individuare eventuali guasti prima che diventino critici, facilitando così la manutenzione predittiva;
  • instaurare collaborazioni con fornitori di pezzi di ricambio, centri di riparazione ed enti di riciclo, per favorire una fornitura costante di componenti usati in buone condizioni;
  • realizzare un progetto pilota per valutarne la fattibilità tecnica, economica e sociale.

L’introduzione di una linea di ricondizionamento in INCAPTO consentirà di prolungare la vita utile delle macchine di tre o quattro anni, riducendo la produzione di RAEE e il relativo impatto ambientale. Si stima che l’impronta di carbonio di ogni macchina da caffè diminuirà del 20% e che, applicando il ricondizionamento a 800 macchine, sarà possibile evitare ogni anno il consumo di 5,6 tonnellate di materiali vergini e la produzione di 5,6 tonnellate di RAEE.

Inoltre, nel caso di INCAPTO, saranno creati due nuovi posti di lavoro diretti nell’ambito della riparazione e della manutenzione e saranno consolidati tre posti di lavoro già esistenti legati alle attività di assistenza tecnica.

Il progetto è finanziato dall’Agència de Residus de Catalunya (ARC), nell’ambito del bando 2024 per il sostegno a progetti finalizzati alla promozione dell’economia circolare.


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